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Michele Caminati

Published on 22 giugno 2012 in Persone

michele_caminatiNato a Parma il 25 febbraio 1985 ha cominciato per gioco ad arrampicare all’ età di 12 anni, quando ancora sognava di diventare un giocatore di pallavolo… poi fortunatamente si è fatto prendere da quel gioco, e da ormai molti anni sogna di rocce,  magnesio, di luoghi vicini e lontani. Studente di matematica presso l’univesità degli studi di Parma, è sempre stato interessato al ragionamento astratto, alla matematica e alla fisica teorica in generale. Nel corso degli anni però si è accorto di non poter fare a meno della vita all’ aria aperta, e così ha dedicato sempre più tempo all’ arrampicata e alla fotografia. Questo gli permette di vivere le sue passioni,  e di provare a trasmetterle agli altri attraverso le immagini,  che per un matematico sono sempre più semplici da utilizzare delle parole… Da sempre appassionato alla disciplina del “bouldering” ha partecipato al circuito agonistico nazionale dal 2001, e dal 2004 a quello internazionale come membro della squadra nazionale italiana. E’ però sempre sulla roccia che svolge la maggior parte della sua attività, avendo arrampicato e ripetuto passaggi nelle principali aree di blocchi europee e in alcune fra le più belle mete degli Stati Uniti.  Il suo cuore rimane sempre molto legato alla foresta di Fontainebleau e all’ arenaria dell’ appennino emiliano, dove ha avuto la fortuna di scoprire e liberare alcune tra le sue linee preferite. Michele Caminati è tipizzato dall’aprile 2010.

In passato avevo sentito nominare la donazione di midollo osseo, ma poi come molti, vuoi per pigrizia, vuoi preso dalle mie passioni e dall’arrampicata  non mi ero mai dato il tempo di informarmi veramente per approfondire la cosa. Una sera però mi arriva il messaggio di un amico, nel quale mi invita a leggere una storia: c’è un ragazzo, un giovane climber come me, che a 22 anni scopre di essere affetto da una rara malattia e ha bisogno di un trapianto di midollo osseo da un donatore compatibile per poter guarire e tornare a sognare spensierato di roccia come tutti noi.

Colpito dalla cosa corro ad informarmi e scopro che basta un semplice esame del sangue per iscriversi al registro dei donatori e dare così la speranza ad una persona. Ognuno di noi ha sparsi in giro alcuni “fratelli genetici”: circa una persona su centomila, alla quale potremmo donare il nostro midollo o da cui potremmo ricevere un trapianto in caso di bisogno. E se proprio uno dei nostri fratelli genetici stesse aspettando? Non lasciamo che vinca la pigrizia o l’indifferenza, al giorno d’oggi solo il 50%-60% dei pazienti in attesa riesce a trovare un donatore, e tutti insieme potremmo far crescere di gran lunga questa percentuale.

Il trapianto poi è molto semplice, si fa una volta nella vita, e non comporta che pochissimi fastidi per il donatore. Insomma amici arrampicatori, cosa ci vuole a fare un esame del sangue? Usciamo tutti insieme dall’ indifferenza e troviamo una cosa che ci unisca ancora di più: sarebbe bello sapere di avere tanti compagni su cui poter contare, questo appunto è il progetto Climb For Life.

 
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