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Lasceresti scorrere la corda?

 
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Adam Ondra

Published on 4 aprile 2011 in Persone

18Eravamo in Madagascar in uno dei rari giorni di riposo, dopo che Adam aveva già salito Tough Enough. Mentre io non facevo assolutamente niente, lui faceva trazioni sul trave della nostra capanna.

Si parlava si midollo osseo e lo vedevo curioso di saperne di più.

«Semplcemente si va a farsi un esame del sangue, si entra nel registro mondiale dei potenziali donatori e si resta a disposizione fino ai cinquantacinque anni di età per chiunque avesse bisogno del tuo midollo per sopravvivere. Le probabilità di arrivare a donare effettivamente sono rarissime, ma intanto sei li, pronto per qualcuno che non sai neanche chi e dove possa essere nel mondo».

Adam mi guardava, con i suoi mille miliardi di neuroni che a volte sembrano essere altrove e invece sono sempre li, accesi sull’argomento.

«E se viene trovato un compatibile?»

«Beh, saresti fortunato! Sai che salvi la vita ad una persona. Ti prelevano il midollo dall’osso del bacino, in anestesia locale o totale. Ora, nel quaranta per cento dei casi invece, basta un prelievo dal sangue periferico, cioè con un normale prelievo dalle vene del braccio. Quanto ti prelevano si riforma automaticamente in un a decina di giorni».

«Uhmm… sembra facile… e tu, perché l’hai fatto?»

«Eh… Adam, sono uno scalatore dentro, per tanti anni sono stato al centro dei miei sogni, la scalata mi ha regalato una vita meravigliosa, e ancora me la regala. Spesso però mi porta a vivere in una dimensione molto individuale. Ma ad un certo punto ti viene voglia di fare sognare gli altri. Sono qui in Madagascar ed ho piacere perché ti faccio sicura, e non solo perché sei Adam Ondra. Ecco, essere donatori di midollo osseo è un po’ come fare sicura a qualcuno che sta per cadere, e forse solo tu nel mondo puoi tenergli la corda…»

Adam mi guarda, e come per scusarsi: «ma io sono totalmente concentrato sulla mia dimensione di scalatore…» «E ci mancherebbe altro che non lo fossi! hai diciassette anni e scali come scali… Per fortuna che lo sei. Ma è anche per questo che si diventa donatori, perché a volte noi scalatori, e al giorno d’oggi non solo noi, ci dimentichiamo che al di là della nostra dimensione c’è il mondo, ci sono gli altri… Ecco, diventare donatori è un po’ come prendere ogni giorno una pillola omeopatica che combatte il nostro individualismo, una medicina naturale che ci fa avere una coscienza sociale.»

 

Adam guarda chissà dove, e su che modalità siano i suoi mille miliardi di neuroni lo sa solo lui. Io so che queste poche parole non andranno nel dimenticatoio. Perché so che Adam non è un superficiale, e non è una di quelle persone che per pigrizia o altro fa come gli struzzi e mette sotto la testa…

Passa qualche mese, non se ne parla più. Passa il 5 febbraio, il giovane ceco diventa maggiorenne. Fra due viaggi di scalata in Spagna in cui miete vie a raffica mi arriva una telefonata “Ciao, sono Adam, volevo solo dirti che sono diventato donatore di midollo osseo”.

Ero abituato a farmi stupire da Adam sulla roccia, stavolta mi stupisce diversamente con questa notizia. E mi commuovo.

Ed ora qualche pensiero dello stesso Adam.

Pietro Dal Pra

 

Quando ripenso alla mia vita, mi sembra come se i miei genitori ed anche i miei amici si siano tutti dati da fare per me. Sono stato enormemente fortunato che si siano spesso sacrificati volentieri, come per esempio facendomi sicura al gelo o guidando tutta la notte per permettermi di scalare il giorno dopo.

Tutto questo per realizzare i miei sogni, tutto questo sforzo per me, ed io quasi non me ne rendevo conto, prendendolo come una cosa ovvia e scontata. Quando ci penso, però, mi pare di essere in debito con le altre persone. Non mi posso immaginare una vita migliore di quella che sto vivendo ora, ma mi chiedo: me la merito veramente? Beh, so di essere in grado di lavorare duramente anche da solo, per non perdere di vista i miei obiettivi, ma sono sempre stato messo nelle condizioni ideali e sono sempre stato sostenuto in tutto e per tutto.

Non tutti sono stati fortunati come me, a volte manca persino la fortuna di essere abbastanza in salute per poter arrampicare e apprezzare le giornate senza alcun problema serio, almeno durante la giovinezza.

Diventare un potenziale donatore di midollo osseo per me è stata una scelta quasi ovvia. Forse ci sono persone al mondo che hanno bisogno proprio di me per poter rimanere in vita. Mi son chiesto se potesse valere la pena di sacrificare una settimana del mio tempo (sempre che si presenti una persona compatibile che necessita del trapianto) per poter dare ad un’altra persona la possibilità di una vita più duratura e piena.

Si, magari l’operazione potrebbe essere fastidiosa, potrebbe fare male, mi potrebbe impedire di vivere la mia normale vita per una settimana, ma per me ne vale sicuramente la pena.

 

E per te?

 

Adam Ondra

 
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