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Giulia Monego

Published on 22 giugno 2012 in Persone

giulia monegoGiulia nasce a Venezia nel 1981 ma fin dai suoi primi giorni di vita è introdotta al paesaggio montano delle Dolomiti, dove fino a tredici anni vive le sue vacanze e il suo tempo libero.

A Cortina d’Ampezzo sboccia il suo amore per lo sci e per la Montagna in tutte le sue forme. Dal 1994 si trasferisce qui e si dedica a una lunga carriera sciistica tra pali e gare internazionali conclusasi nel 2001 con non poche soddisfazioni.

è però la voglia di cambiamento che spinge Giulia in pochi anni a trasferirsi in Svizzera, nella rinomata “mecca del freeride” dove si sente profondamente ispirata dal mondo dello sci fuoripista, dalle gare di freeride e dalla voglia di esprimersi liberamente sui terreni più vari e nelle neve vergine.

Dall’inverno del 2003 Giulia vive a Verbier, dove ha messo le sue radici e iniziato una fortunata carriera di sciatrice professionista. Dopo aver vinto nel 2006 la gara più importante a livello internazionale, il Verbier Xtreme, ha spinto i suoi obiettivi e i suoi limiti sempre più in alto, concentrandosi negli ultimi anni soprattutto a discese su terreni sempre più ripidi ed estremi. Il suo amore per la montagna e la voglia di scalare cime sempre più impegnative, hanno portato Giulia a dedicarsi al vero sci alpinismo, uscendo dai confini europei già molte volte, e affrontando vette elevate e impegnative, ma sempre con lo sci sullo zaino!

Giulia non rientra appieno nella categoria degli arrampicatori, in quanto, se non per piacere, non si dedica molto alla pura roccia. La sua scalata ha sempre un fine diverso: la discesa! e gli sci sono il suo mezzo preferito per affrontarla.

La sensibilità di Giulia però non si vede solo in montagna. Dal 2009 ha fondato con due sue amiche l’associazione non-profit Summits4kids, dedicata alla raccolta fondi per associazioni umanitarie che si occupano di bambini bisognosi dei paesi poco sviluppati.

Giulia è donatrice di midollo osseo dal 2011.

Conosco Pietro da molti anni e ne sono molto legata. Ci capiamo molto bene al volo e le cose che mi racconta fanno sempre effetto su di me. Quando gli ho raccontato del mio progetto Summits4kids, ne era entusiasta e mi ha detto che anche lui aveva scoperto la solidarietà come una nova felicità e soddisfazione. Mi ha parlato apertamente dell’importanza della donazione di midollo osseo portandomi esempi reali molto toccanti.

Il suo orgoglio e entusiasmo riguardo all’ADMO mi hanno fatto subito riflettere.

La nostra fortuna come “atleti” o comunque come persone sane è immensa. Abbiamo avuto moltissimo dalla vita, e penso che sia giusto dare a nostra volta qualcosa agli altri.

Quando mi sono chiesta se fossi stata pronta a iscrivermi alla lista di donatori di midollo osseo, la mia risposta è stata più semplice del previsto. La mia scelta può significare la speranza di vita per un malato. Cosa c’è di più bello di salvare una vita, o almeno di regalare una speranza enorme? Non ho nessun dubbio, se ne ho le capacità mettermi al servizio della salvezza di qualcuno è qualcosa che ho già fatto e che rifarei sempre, senza nessuna esitazione.

La soddisfazione di un gesto semplice come iscriversi al’ADMO è impressionantemente appagante anche per qualcuno che si ritiene una persona già così fortunata come me. Il gesto però deve essere affrontato con estrema serietà; le malattie che ci possono colpire non scherzano affatto!

 
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